Area di lavoro 21:9 su un solo dispositivo

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Con il formato 21:9 si ottiene l’area di lavoro di due display, ma con un solo dispositivo.

Ci provò per prima Philips tra il 2008 e il 2009 con i televisori, ma il formato cinematografico Cinemascope, identificato come anamorfico (2.37:1), non ebbe successo. Accolto in modo tiepido dal mercato consumer, fu accantonato perché le spese per lo sviluppo delle tecnologie necessarie a produrre pannelli di grandi dimensioni e di quella proporzione erano troppo elevate rispetto alle previsioni di vendita. In quegli anni si affermava, invece, il widescreen (16:9) che prese piede in poco tempo dalla sua introduzione; questo formato meno allungato, permetteva di ottenere buone rese produttive su pannelli con diagonali sempre più grandi e garantiva una migliore uniformità dei colori e della luce emessa. A quasi cinque anni di distanza i produttori ci riprovano, questa volta però nel settore dei monitor: dall’inizio del 2013 stiamo assistendo all’annuncio di numerosi display per l’ufficio e la casa offerti nel formato 21:9 e con diagonale di 29 pollici.

Che tipo di monitor scegliere quindi? La scelta deve tener conto di diversi parametri oggettivi e soggettivi, tra i principali:

1) esigenza specifica in termini di qualità del pannello

2) risoluzione

3) formato

Tornando a discutere dell’ultrawide … questo particolare formato non si presta, invece, a chi necessità di un ampio spazio di lavoro con sviluppo sia orizzontale sia verticale, come per esempio l’elaborazione fotografica. Va un po’ meglio per chi utilizza software di montaggio video in quanto la risoluzione permette di riprodurre a tutto schermo filmati in Full Hd con uno spazio residuo dove collocare palette di lavoro e finestre di analisi del segnale video (calibrazione colore e spettrometro).

Chi per lavoro utilizza già due monitor si troverà a proprio agio dopo poco tempo, a patto di pianificare un nuovo modo di utilizzo dello spazio. Per aiutare l’utente sono disponibili software di gestione delle finestre e degli spazi. Anche chi utilizza due monitor perché ha necessità di collegare due Pc potrà trarre vantaggio da questi prodotti.

Tra i vari modelli sul mercato consigliamo quelli con le seguenti tecnologie:

PiP (Picture in Picture, immagine nell’immagine);

PbP (Picture by Picture, immagini affiancate) [particolarmente utile perché permette di visualizzare sull’unica superficie del pannello due flussi video distinti, come quelli di due diversi Pc]

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